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Guida Completa al DH: Cos’è il Downhill e Dove Farlo in Italia

In poche parole, il DH è la disciplina MTB in cui si scende e basta. Non farti ingannare dalla formulazione però: non è per nulla facile  –  e nemmeno poco faticoso.

Indice dei Contenuti

Che cos’è il downhill (o DH)

DH è l’abbreviazione di “downhill”, ed è un tipo di sport in MTB in cui si scende lungo sentieri battuti in montagna creati apposta stretti, con curve e vari ostacoli (tra cui dei salti) per rendere sfidante e divertente la discesa. Tradotto letteralmente dall’inglese, “giù (down) dalla collina (hill)”.

Quello che differenzia il DH dal resto delle discipline in mountain bike è appunto la discesa (veloce). Nel downhill la salita in pratica non esiste: si risale in cima alla montagna in ovovia o in seggiovia, caricando la bici sugli impianti. Con la bici da DH non si potrebbe nemmeno pedalare per arrivare in cima: sono costruite apposta per renderle ottime solamente in discesa e massimizzare il lato fun.

Due rider caricano le bici su un'ovovia al Paganella Bike Park
Due rider caricano le bici su un’ovovia al Paganella Bike Park

Le bici da DH hanno infatti forcelle con ampia escursione, in modo che quando si prende un ostacolo, una buca, si atterra da un salto o si fa una curva veloce scendendo, le forcelle possano assorbire il colpo maggiormente — il manubrio “sprofonda”, come una molla che si contrae.

Questo meccanismo è indispensabile in discesa per dare stabilità (altrimenti per ogni colpo che prendi voleresti via dalla bici) ma rende estremamente faticoso pedalare in salita, perché le forcelle assorbono gran parte dello sforzo esercitato a ogni pedalata — faresti una fatica immensa per fare anche poco dislivello positivo.

Dove praticare DH: cosa sono i bike park

Visto che per salire alle partenze dei percorsi da DH son necessari gli impianti di risalita, si può praticare downhill solo in quei posti in cui ci sono delle strutture costruite appositamente— cioè in posti in cui c’è un bike park.

Per bike park s’intende semplicemente l’area che include tutti i trails (le piste di discesa) e gli impianti di risalita in una certa località. Come potrai immaginare, i primi bike park sono nati in posti di montagna quando ancora lo sport non attraeva molte persone come ora, perché c’erano già gli impianti di risalita per gli sciatori che potevano essere utilizzati d’estate dai bikers. C’era solo bisogno di qualcuno che curasse i trails (disegnasse i percorsi, mettesse la terra, togliesse i sassi, etc.).

Per scendere in bici non c’è bisogno però di raggiungere altezze elevate come quelle per sciare (necessarie invece per avere presenza di neve in più mesi all’anno). Questo fatto ha portato, negli ultimi anni, all’apertura di bike park anche in posti con montagne più basse, rendendo il downhill più popolare e accessibile a persone in tutte le regioni d’Italia.

Bike park “naturali”

Ci sono delle zone anche vicino al mare in cui si pratica DH, tra cui famosissima Finale Ligure, la “Mecca” dei riders di tutta Europa (e del mondo), e Massa Marittima. In questi posti non ci sono dei veri e propri bike park. Sono località di mare ma abbastanza montagnose nell’entroterra, il che le rende perfette per ospitare trails per downhill.

In più, sono in posti caldi! Sono ideali per fare DH a marzo, aprile e maggio o dopo settembre, quando ai bike park di montagna c’è ancora la neve. In località DH come Finale Ligure e Massa Marittima, che non hanno seggiovie e impianti, le risalite sono operate tramite shuttle (furgoncini), che hanno legato dietro un portabici per trasportare fino a 8-9 riders alla volta alle partenze dei trail dell’area.

Shuttle con portabici per 8 bikers a Finale Ligure
Shuttle con portabici per fino a 8 bikers a Finale Ligure

Bike park urbani

Infine non bisogna confondere i bike park tradizionali con i bike park urbani, che sono invece strutture costruite in città (e quindi in piano) — un noto esempio è il Monza Pizza Bike Park in Lombardia. Sono dei percorsi circolari con una successione di salti da fare in sequenza in bici (qui un video di Torquato Testa mentre gira al Monza Pizza Bike Park, di cui è fondatore). I bike park urbani vengono utilizzati per praticare freeride MTB o altre discipline gravity (sport in MTB un po’ più “acrobatici”).

Per il resto dell’articolo ci focalizziamo sui bike park “tradizionali”, di montagna, che son quelli più frequentati dai rider d’estate.

Bike pass

Come per le stazioni sciistiche, anche le aree dei bike park sono accessibili tramite un pass (il “bike pass”, il fratello dello skipass), che una volta comprato dà la possibilità di utilizzare tutti gli impianti di risalita per più volte durante la giornata (spesso i bike pass sono di mezza giornata o giornalieri). Il costo per un bike pass giornaliero si aggira attorno ai 35€, e per una mattina o un pomeriggio attorno ai 25€.

Nei bike park trovi percorsi di vario livello. La difficoltà è segnalata a colori, come accade per le piste da sci: blu per difficoltà bassa, rosso per difficoltà media e nero per i percorsi più difficili. Sotto un esempio con la mappa dei trails del Mottolino Bike Park a Livigno (vedi colonna a destra).

Mappa dei trails del Mottolino Bike Park a Livigno
Mappa dei trails del Mottolino Bike Park a Livigno

Abbiamo pubblicato in precedenza una lista di quelli che pensiamo essere i migliori bike park in Italia.

Vi riproponiamo qui i nostri 3 preferiti:

1. Dolomiti Paganella Bike Park – Andalo, Trentino

Forse il più bello per DH. L’area delle Dolomiti Paganella è un paradiso per bikers, e tutti gli anni attrae sui loro trails moltissimi riders di ogni livello. La bike area delle Dolomiti Paganella è molto ampia, e ci sono impianti che collegano trails tra 3 paesi vicini: Andalo, Molveno e Fai della Paganella.

Da qualsiasi dei tre puoi partire e esplorare completamente l’area senza mai scendere dalla tua bici (se non per prendere le seggiovie) e senza mai fare lo stesso trail due volte! Famosissimi e bellissimi da percorrere sono i Bear Trails, un po’ sfidanti come difficoltà, per la cui creazione bisogna ringraziare vari contributori tra cui il leggendario Steve Ude (Stefano Udeschini).

Un’altra cosa bella del bike park delle Dolomiti Paganella sono le risorse che ti mette a disposizione online per conoscere l’area: lo si può esplorare quasi completamente da casa. Hanno una bellissima mappa 3D con tutti i percorsi indicati — puoi vederla a questo link — e anche tutte le mappe dei trails che puoi scaricare in versione pdf.

Qui il link all’esperienza in bike park presente su Holidoit.

Trail “Big Hero” del Bike Park delle Dolomiti Paganella
Trail “Big Hero” del Bike Park delle Dolomiti Paganella

2. Mottolino Bike Park – Livigno, Lombardia

A Livigno, il Mottolino è quello più famoso dei 2 bike park presenti (il secondo è il Carosello Mountain Park). È il migliore d’Italia per quello che riguarda il fun (la montagna, non a caso, è chiamata anche Mottolino Fun Mountain per la presenza del bike park d’estate e dello snow park d’inverno, entrambi famosissimi), con trail ripidi e divertenti e pieni di curve e un’area salti perfetta per chi pratica freeride MTB.

Il Mottolino Bike Park è dove infatti vengono praticate le lezioni Gravity di discesa e salti in MTB. Holidoit collabora con le guide ufficiali di Livigno per darti la possibilità di prenotare un corso o un lezione downhill durante l’estate. Si può iniziare a fare DH anche al Carosello, in cui i trail sono più fluidi e un po’ meno difficili.

Riders alla partenza del Mottolino Bike Park di Livigno
Riders alla partenza del Mottolino Bike Park di Livigno

3. Pila Bike Park – Pila, Valle d’Aosta

Quello di Pila è il bike park più famoso della Valle d’Aosta. È molto grande, e si può fare un po’ di tutto: dal downhill puro a percorrere dei trail sulle montagne circostanti, più in stile enduro MTB (di più sull’argomento enduro in seguito).

A Pila, Aosta Valley Freeride organizza un corso su due giorni per approcciare il downhill, con lezioni alla mattina e riding in autonomia il pomeriggio. È tutto incluso (bike pass, transfer, bici da downhill), a parte l’accomodation che bisogna prendere ad Aosta in autonomia. Se interessato, ti consigliamo di dare un occhio.

Un trail del bike park di Pila
Un trail del bike park di Pila

Come iniziare a fare Downhill

Il downhill è uno sport abbastanza tecnico – e quindi bisogna apprendere un po’ le tecniche di base per iniziare. Ci sono quattro modi per imparare:

  1. Lezioni o corsi individuali
  2. Bike Camp
  3. Affiancando un amico che fa downhill (e conosce la tecnica)
  4. Autodidatta (vedendo video su Youtube)

Bike Camp organizzato da Aosta Valley Freeride
Bike Camp organizzato da Aosta Valley Freeride

Bike camp

Tutti, a parte il quarto, sono metodi molto efficaci; fare un camp è forse il modo più adatto ai più giovani per imparare (tipicamente partecipano ai camp i ragazzi dai 12 ai 18 anni o più piccoli, ma spesso vengono organizzati camp anche per i più grandi), perché fornisce qualche giorno di full-immersion e permette di apprendere le tecniche di base in poco tempo. È sicuramente il modo più divertente, soprattutto per i ragazzi o le ragazze.

Lezioni di DH

Le lezioni o corsi individuali sono perfetti per chi sta iniziando e vuole migliorare e portare avanti la propria tecnica di settimana in settimana. Sei affiancato durante la mattina da un istruttore che ti porta in giro per il bike park, dandoti le dritte e il supporto necessari. Supporto è la parola chiave: bisogna essere seguiti e correggere i propri errori di tecnica tramite un processo iterativo; l’istruttore ha una prospettiva esterna sul tuo modo di andare in MTB, si accorge più facilmente dei tuoi errori e può darti indicazioni (giuste) per migliorare.

Lezione di downhill al Carosello Mountain Park di Livigno
Lezione di downhill al Carosello Mountain Park di Livigno

Affiancare un amico

Imparare tramite un amico è forse il modo più efficace per farti uscire di casa e andare sulle piste — è un modo che ci piace molto. Perché tu possa imparare bene, però, il tuo amico deve saperti anche comunicare cosa fare e avere la pazienza di seguirti un po’. A volte può essere difficile anche per un professionista. È buono provare questa tecnica dopo un paio di lezioni, in cui magari si riesce a conoscere qualche altro rider locale con cui scendere le volte successive.

Autodidatta

Non consigliamo particolarmente la via autodidatta; il rischio è quello di perdere un sacco di tempo, di fare pochi passi avanti e di non divertirti neanche! Chiediti questo: è meglio fare 2 lezioni, imparare le tecniche di base abbastanza bene e poi essere in grado di scendere in autonomia (più o meno bene) dalla terza uscita in poi, oppure andare 10 volte da solo e all’undicesima trovarsi ancora più o meno al punto di partenza? Per noi, la risposta è la prima opzione.

Le lezioni o un camp di DH sono un ottimo investimento iniziale (ti fan risparmiare soldi dopo e ti fan godere i soldi spesi per i bike pass e il noleggio).

Bici da downhill e attrezzatura da DH

Veniamo all’attrezzatura necessaria per praticare DH. Se sei un principiante o vuoi approcciarti al downhill, non è necessario preoccuparsene più di tanto per il momento. Inoltre, se prenoti una lezione o un corso, la bici e le protezioni le potrà scegliere al posto tuo la guida e ti spiegherà come si utilizzano.

Santa Cruz v10, una delle bici da DH più popolari
Santa Cruz v10, una delle bici da DH più popolari

Caratteristiche della bici da Downhill

Le cose principali da sapere sulle bici da downhill sono queste:

  • Telaio: a “V”, hanno una forma obliqua per garantire migliore stabilità; è il pezzo che costa di più in una bici DH, e anche il più importante; il prezzo varia a seconda del materiale di cui è fatto (vengono premiati materiali leggeri e duri/resistenti, come il carbonio o l’alluminio);
  • Peso: queste MTB sono di solito più leggere delle altre, con un peso attorno ai 15–16kg per migliore manovrabilità in discesa;
  • Ruote: da 27,5 o da 29 pollici, e le gomme sono quelle tassellate delle MTB per i terreni sterrati delle piste dei bike park;
  • Ammottizzamento: la cosa più caratterizzante delle bici da DH, che hanno forcelle e l’ammortizzatore posteriore con escursione lunga (cioè si possono contrarre molto, come delle molle), intorno ai 200mm o più (circa una spanna);
  • Freni: a disco davanti e dietro, per forza, e meglio se il disco è largo —questo tipo di freni sono molto migliori dei tradizionali freni a tamburo e garantiscono maggiore sicurezza;
  • Costo: dai 1200€ in su circa, fino ai 7000€+ per le bici super-top di gamma e con materiali e singoli pezzi della massima qualità;

Ci sono altre caratteristiche a cui prestare attenzione, ma in generale sono quelle sopra i “deal-breaker”, cioè quelle più determinanti che possono far scegliere una bici piuttosto che un altra.

Se sei stai scegliendo una bici da DH e ti serve un po’ di ispirazione, questo articolo magari può aiutare. In generale, ti suggeriamo di farti consigliare da due o tre rider professionisti di cui ti fidi (possono essere anche le guide dei bike park dove sei stato, o degli Youtubers che non stanno sponsorizzando prodotti — sotto ne consigliamo qualcuno da seguire). Puoi poi scegliere quella che ti piace di più (anche di estetica!).

Protezioni e casco

Il resto dell’attrezzatura da DH è il seguente:

  • Tuta (pantaloncini e maglione da DH)
  • Casco
  • Ginocchiere
  • Gomitiere
  • Guanti
  • Scarpe

Di solito, i noleggi di bici downhill ti danno la possibilità di prenotare tutto il kit a un costo moderato (attorno ai 20€ al giorno circa, anche meno se li noleggi insieme alla bici).

Chi seguire su Youtube per appassionarti di DH

Ecco alcuni Youtuber italiani che ci piacciono tanto e che consigliamo di seguire:

  • DieMTB – Diego Caverzasi, è un atleta di Livigno, fa spaccare dal ridere ed è fortissimo. È il più in tema per DH.
  • Torquato Testa – video bellissimi, molti salti con bici da dirt (e in minimoto a volte 😄). È un pro a saltare. La sua specialità è il gravity ma ovviamente fa anche video di downhill e in bike park (ha anche una playlist dedicata). Seguitelo, è il top in Italia.
  • Andrea Ziliani – Gran recensore di MTB e E-bikes. Se dovete scegliere una bici, ascoltatelo: sa tutto di tutti i pezzi di tutte le marche, e ve lo spiega fino a che lo sapete anche voi.
  • Erwin Ronzon – Fortissimo pro rider Enduro MTB, fa le gare e va come un fulmine. Perfetto per chi è anche interessato all’Enduro, una disciplina simile al DH (spieghiamo brevemente la differenza sotto).

Downhill o Enduro MTB?

L’enduro è un modo di andare in MTB un po’ diverso dal DH, perché combina di tratti in salita e tratti in discesa. Questo rende l’esperienza in MTB un po’ più completa. Avere una bici da enduro è molto meno limitante che avere una bici da downhill: con la seconda puoi andare solamente in bike park; con quella da enduro puoi andare…più o meno dappertutto (anche in bike park).

L’ultima evoluzione è l’enduro E-MTB, fatto con la bici elettrica. È il top perché le salite pedalate diventano piacevoli e non stremanti, e sono accessibili a molte più persone. In più, con l’elettrica si possono fare percorsi molto più lunghi che con la bici da enduro normale (detta “muscolare” perché non c’è il motore elettrico che fa la fatica al posto tuo, e puoi usare solo i tuoi muscoli per andare avanti 😄).

Due rider fanno un tour di Enduro MTB a Livigno

Ricapitolando: se con la bici da downhill ti puoi muovere solo “verticalmente” in montagna, per di più solamente in discesa, con la bici da enduro puoi muoverti sia verticalmente (ma sia in discesa che in salita) sia orizzontalmente, percorrendo trail più o meno lunghi sulle montagne circostanti. L’Enduro E-MTB è ancora meglio perché ti puoi muovere più lontano, in meno tempo e più velocemente.

L’enduro MTB e E-MTB sono temi che vale la pena affrontare separatamente. Stay tuned per suggerimenti di percorsi bellissimi da fare che pubblicheremo sul blog 🌟.

Buon riding!

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